7 novembre 2015 redazione@ciociaria24.net

” Ciao” il nuovo libro di Walter Veltroni presentato dall’autore venerdì sera nella libreria Ubik

Racconta l’incontro impossibile con il padre, morto quando lui aveva solo un anno

È uscito per Rizzoli il nuovo romanzo di Walter Veltroni, Ciao. L’autore lo ha presentato venerdì sera in una affollatissima libreria Ubik di Frosinone gestita della famiglia Federico che accoglie  i suoi clienti sempre con un sorriso e una grande cortesia. Nel libro Veltroni immagina di tornare a casa in una Roma deserta di Ferragosto e di trovare ad attenderlo sul pianerottolo il padre Vittorio, morto quando lui aveva un anno: i due trascorrono una sera in cui i ruoli fra il figlio sessantenne e il padre morto a meno di quarant’anni praticamente si invertono. L’incontro dà a Veltroni la possibilità di confrontarsi con un padre che lui non ha mai conosciuto, se non attraverso i ricordi ritrovati a casa e testimonianze delle persone che l’avevano conosciuto e che avevano lavorato con lui. Walter Veltroni, dopo essere stato vicepresidente del Consiglio, sindaco di Roma, segretario del Partito Democratico, ha abbandonato la politica attiva nel 2013. Ha scritto, fra gli altri, i libri Noi, La scoperta dell’alba, Il disco del mondo e master thesis writing specialists, e ha diretto i film Quando c’era Berlinguer e I bambini sanno. – È tutta una vita che aspetti un momento come questo. Un’esistenza di ben sessant’anni in cui non hai mai sentito dal vivo la sua voce, la voce di Vittorio Veltroni, di tuo padre, del capo dei radiocronisti nei tempi epici della Rai. Di tuo padre perduto quando avevi appena un anno, lo stesso giorno, il 26 luglio del 1956, in cui affondò con il fianco squarciato il leggendario transatlantico «Andrea Doria». Tuo padre di cui sei costretto a dire da sempre: «non l’ho conosciuto»; «non ho neppure una foto con lui»; «non so cosa immaginava per il mio futuro»; «non mi ha mai rimproverato né fatto un elogio». Il padre che hai cercato e di cui custodisci amorevolmente, come in un archivio sentimentale, le registrazioni radiofoniche, le testimonianze delle tante persone che hanno lavorato con lui durante un’Olimpiade, un Tour de France, un Giro d’Italia, o inventando per Alberto Sordi il personaggio mitico di Mario Pio, «il vostro divoto consigliere, il vostro affezionato inconfidente» che risponde «senza inalcuna inesitazione alle vostre chiamate tilefoniche». O le tantissime fotografie che aveva conservato tua madre, a cui non avevi «mai chiesto nulla della morte di papà». E che da sola ti ha tirato su con forza e coraggio, assieme a tuo fratello Valerio. – Poi, un giorno, quel moment o arriva. Compiuti i sessant’anni, tuo padre sconosciuto che non avevi mai toccato e abbracciato e che non aveva mai potuto stringerti la mano per proteggerti e guidarti, ti viene a trovare in un sogno pieno di parole, di colori, di ricordi, di immagini.

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