Continua senza vergogna a Veroli l’avanzata dei barbari notturni

Continua senza sosta e senza ritegno l’avanzata dei vandali notturni, ma anche diurni, che senza nessun pudore si “divertono”a distruggere l’arredo urbano che il Comune di Veroli a fatica tenta di costruire. L’ultima bravata di questa gente senza scrupoli (chissà, forse stanno imparando dal governo la disobbedienza), è stata quella di poter imbrattare di olio, forse di motore di automobile, le panchine e le ringhiere che si trovano nel Belvedere di Piazza Marconi, a  ridosso della Basilica di S. Maria Salome, per poi svuotare il rimanente liquido nella architettonica vasca. Ora ci chiediamo e chiediamo anche a quegli “scienziati” che hanno perpetrato l’atto vandalico. Cui Prodest? A chi giova? Sicuramente non ai cittadini ignari e indifesi che la notte, magari dopo una giornata faticosa di lavoro, dormono! Neanche alle forze dell’ordine che nonostante la mancanza di mezzi, di soldi e gli sforzi, magari  riescono a beccare gli autori di tali bravate, ma poi come succede spesso in Italia, questi ultimi rimangono impuniti. Quegli atti cretini non servono neanche a loro che li mettono in pratica, perché in quel modo la loro città appare come un ghetto in degrado, quelle bravate non fanno bene all’economia tanto meno alla immagine cittadina e neppure alle loro tasche. Perché è tacito che quello che viene rovinato e quindi ripristinato viene pagato dai cittadini, quindi dagli stessi vandali o dai loro genitori. Capito cari dementi? In questa settimana ci sono varie manifestazioni nel centro storico di Veroli e sicuramente gli operai del comune dovranno darsi da fare per cercare di rimediare allo scempio messo in atto da quei vandali che meriterebbero una punizione esemplare. Veroli è indifesa? Forse no, perché sembra si stiano organizzando alcune ronde di residenti che potrebbero diventare l’incubo dei delinquenti. Potrebbe essere un primo passo insieme ai controlli delle forze dell’ordine per mettere finalmente la parola fine alle bravate cretine di queste “nottole” (farfalloni per capirci) che per noia, per rabbia o per ubriachezza procurano danni alla città.

Gianni Federico

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