30 dicembre 2016 redazione@ciociaria24.net

Editoriale: 2016 un anno da dimenticare?

Cari amici lettori, quello che sta per finire non è stato un anno proprio favorevole per i cittadini di Veroli e per gli Italiani, quasi tutti sono stati costretti a toccare con mano, facendo i conti con il portafogli vuoto, la fallimentare politica fiscale attuata dagli ultimi governi.

L’aumento dell’imposizione fiscale e della disoccupazione, unita all’inesistenza di azioni per contrastare la crisi economica con numerose imprese costrette a chiudere, hanno portato sotto l’albero di Natale delle famiglie il poco gradito regalo del record della povertà: chi si è potuto permettere di fare qualche regalo ha badato a spendere poco, ma molte persone non hanno nemmeno potuto pensare a concedersi un pranzo o una cena. Tanto per rinfrescare la memoria a chi ha le leve del comando in mano e che sicuramente le muove in modo distratto e per certi versi abusivo, sta dimostrando tutta la sua incompetenza nel fare politica e forse ancora non si è reso conto che oggi sono ben 5 milioni gli italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà, un record poco invidiabile; disoccupati, esodati, cassintegrati: molti di loro fino a pochi anni fa, anche nella nostra bella cittadina, erano persone che potevano condurre una vita magari non particolarmente agiata, ma quantomeno normale. Lavoravano, riuscivano pur con qualche sacrificio a mantenere una famiglia e qualcuno di loro si era anche potuto permettere l’acquisto di una casa. Poi con l’avvento dei governi voluti dai poteri forti (le banche?), malamente guidati dai non eletti Monti, Letta, Renzi e ora Gentiloni, si sono ritrovati senza più un lavoro, la casa se la sono ripresa le banche e ora la famiglia è costretta a rivolgersi alla mensa dei poveri per un pasto caldo. Vorrei capire una volta per tutte: cui prodest? A chi giova? Sicuramente non ai cittadini, alla gente che lavora e che produce per la nazione, mentre invece giova molto a coloro che in parlamento hanno tanti privilegi e prendono un mensile più alto di altri parlamenti europei! Già, l’europa! Io la immaginavo come un continente da invidiare e forte come quello americano che avrebbe dato lavoro e sicurezza a tutti, invece si è rivelata una macchina infernale che ha procurato tantissimi danni alla nostra bella Italia, a cominciare dai settori come la pesca e l’agricoltura. Perché noi dovremmo mangiare le arance del Marocco quando in Sicilia e in altre parti d’Italia quel prodotto è di molto superiore e senza pesticidi? L’olio di oliva Tunisino lo vogliamo confrontare con quello di eccellenza Pugliese e Toscano, ma anche di quello Ciociaro! Latte, formaggi, pane, salumi, frutta, verdura che ci impongono dall’est europeo, quando in ogni Regione Italiana si producono alimenti che tutto il mondo ci invidia! Questo 2016 che sta per terminare, ha fatto segnare il record di sbarchi provenienti dal continente africano, ma tra quelle persone si sono infiltrati anche molti terroristi che poi hanno perpetrato diversi attentati in varie nazioni europee. Il 90% di coloro che sbarcano sulle nostre coste non hanno il diritto di asilo politico, ma il governo continua a tenerli liberi di fare il proprio comodo, non avendo nessun controllo si sono sparsi in tutta la penisola, le coop e altre associazioni, da quello che si evince, ci lucrano procurandogli colazione, pranzo e cena e un letto caldo in albergo o in strutture sottratte alle comunità Italiane, mentre migliaia di nostre famiglie, magari i cui genitori hanno perso il lavoro, sono esodati, oppure cercano lavoro ma non lo trovano soprattutto i giovani, sono allo stremo, alle prese con gli sfratti, dormono in macchina  e la povertà assoluta che li avvolge, senza contare le migliaia di persone colpite dal terremoto dell’agosto e dell’ottobre scorsi che non hanno più nulla, neanche gli occhi per piangere. Inoltre stiamo assistendo al ritorno di malattie che in Italia erano state debellate, come la scabia, la meningite, la sifilide e la tubercolosi. I più ottimisti continuano a dire che bisogna accogliere questa gente, sono d’accordo, ma solo quella che ne ha diritto, non tutta l’africa che nell’ Italia non ci sta neanche una volta secondo la matematica. Intanto i burocrati europei, con a capo la Cancelliera Merkel, che ha voluto accogliere solo siriani di una certa levatura culturale, hanno volutamente abbandonato l’Italia lasciandola al suo destino per l’accoglienza umanitaria costringendoci a redistribuire gli immigrati, i profughi, che per il 90% sono clandestini, nei vari comuni italiani, ma fino a quando e in che misura nessuno lo dice di questi cervelloni? Perché allora non cambiare le regole e fare in modo di prendere accordi con i vari stati africani per portare aiuti in loco senza che nessuno sia costretto ad andare via? Immigrazione a parte il 2016 ha segnato anche la scelta della Gran Bretagna di uscire dall’unione europea con la Brexit, cioè la decisione presa con il referendum di giugno di chiamarsi fuori da quella che io, ma anche altri autorevoli giornalisti chiamiamo, “Gabbia”. In Italia il 4 dicembre scorso si è votato un referendum per il si o il no per riformare alcune norme costituzionali, gli Italiani hanno votato contro con il 60% e chi lo ha proposto aveva detto che se vinceva il no avrebbe lasciato la politica. Dopo il voto referendario qualcuno ha pensato bene di mischiare nuovamente le carte e coloro che erano usciti dalla porta del governo sono rientrati dalla finestra infischiandosene della volontà del popolo  prendendolo ancora una volta in giro. Giochetti politici per restare al posto di comando a parte, occupiamoci delle cose di casa nostra e cominciamo proprio dall’ultimo avvenimento accaduto nella nostra provincia, sicuramente una delle più sfortunate d’Italia, la cacciata del “mostro” Acea (così è stato definito da molti) e la risoluzione dei contratti con i vari comuni Ciociari. E’ stato dunque deciso di dare il benservito ad Acea Ato 5 che per quanto riguarda la manutenzione della rete idrica e quella fognante, ha fatto diversi danni ai cittadini con l’aumento sproporzionato del costo dell’acqua che ha prosciugato le loro tasche. Possibile che costi più un metro cubo d’acqua che un grammo d’oro? Tutto è possibile in Italia quando le lobby e il governo sono d’accordo per spillare soldi ai cittadini. Comunque sia l’amministrazione comunale di Veroli nella persona del sindaco Simone Cretaro sta cercando di far uscire la città da quel torpore che la avvolge da decenni ormai e che economicamente è in ginocchio e non per colpa della crisi  permanente, ma per le scelte a dir poco scellerate fatte negli anni dalle varie amministrazioni. Il fatto che l’amministrazione non abbia aumentato le tasse locali è già una notizia positiva, ma il tesoro artistico, culturale, monumentale e paesaggistico che possiede la città ernica è immenso e nessuno mai ha provato a valorizzarlo concretamente. A Veroli da decenni dovevano arrivare frotte di turisti che avrebbero dovuto soggiornare in città e lasciare diversi “oboli” che avrebbero fatto risalire l’asticella dell’economia cittadina, ma la sciocchezza mentale, mi si passi il termine, di chi ha comandato ha fatto si che il turismo si sia ridotto al lumicino e il commercio, quindi l’economia si siano estinte da sole. Ogni 31 dicembre ci auguriamo che l’anno nuovo sia migliore del vecchio. Ci illudiamo, almeno fino a quando non ci saranno persone credibili e capaci di dare una svolta alla città rendendola migliore, competitiva e vivibile. E’ anche quello che tutti gli Italiani si augurano per la nostra gloriosa nazione! E allora!

Un augurio di Buon Anno ai nostri lettori che seguono e fanno vivere le varie testate racchiuse in Ciociaria24. Buon Anno al nostro editore sempre paziente e che crede nel progetto in cui ha investito. Buon Anno ai colleghi che giorno dopo giorno informano i cittadini, ai nostri sponsor che credono nel nostro modo di comunicare e informare, a tutte le istituzioni umanitarie che si prodigano per gli ultimi. Un augurio infine nonostante tutto, anche alla politica e a chi la pratica, affinché faccia in modo che il popolo italico abbia un riscatto civile e umanitario senza l’ombra di razzismi e disuguaglianze.

Gianni Federico

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