13 novembre 2013 redazione@ciociaria24.net

Forse si sta consumando l’emmesimo affronto alla città di Veroli

Da mesi si parla tanto delle famose case della salute che la Regione Lazio dev istituire nei vari comuni con alta concentrazione di popolazione, tra questi dovrebbe  esserci anche Veroli che una volta aveva un Ospedale efficiente, ben organizzato con una èquipe medica invidiata. La solita scellerata politica, quella fatta in casa per capirci, fece fuoco e fiamme per poter far chiudere quel modello di Ospedale e qualche responsabile  politico di quel tempo che incoraggiò  quella scelta, oggi ha il coraggio di parlare dicendo che  fu un vero peccato la chiusura dell’Umberto I di Veroli. Ipocriti!  Tornando alle Case della Salute, dopo averne parlato per cinque anni l’assessore alla salute Egidio Lombardi, dopo una serie  di lunghe battaglie , sembra aver perso la guerra, usiamo il condizionale perché con la politica e la sanità non si sa mai! La Regione Lazio secondo alcune indiscrezioni avrebbe individuato le strutture che saranno destinate alla realizzazione di queste ormai famose Case della Salute, nell’ordine ci sono: Pontecorvo, Ceccano, Ceprano, Isola del Liri,  Atina. Da come si evince Veroli sarebbe esclusa da questo elenco e il motivo forse va ricercato nelle scarse potenzialità politiche degli amministratori verolani che puntualmente vengono bistrattati e presi in giro. Forse c’è un’altra ragione ma ci sembra una boutade, pare che la struttura di Largo Alfedena quella dell’ex Ospedale Umberto I di recente rimesso a nuovo nella struttura e nei locali compresi  quelli per gli ambulatori e il parcheggio, non sia idonea per il fatto che si trova nel centro storico. E’ sicuramente una presa in giro perché anche le strutture individuate a Pontecorvo, Ceccano e Atina sono situate nei centri storici e allora perché questa discriminante? Il presidente di Rosso di Sera, l’avvocato Paolo de Simone faceva rilevare che i paesi in cui sono previste le case della salute sono tutti centrali rispetto a numerosi altri comuni e sono disseminati nel territorio provinciale in modo da costituire un polo sanitario esteso ad altri comuni. Lo stesso de Simone dice anche: “ perché la Regione dovrebbe  aprire una Casa della salute nei quartieri alti del centro storico di Veroli ove vi accederebbero, con molta difficoltà, al massimo 2 o 3 mila persone? “. L’avvocato suggerisce di creare o individuare una struttura a Casamari, a Scifelli o al Giglio di Veroli. Può anche essere un’ottima idea maiIn quel modo resterebbero tagliate fuori molte contrade verolane e lo stesso centro storico che invece nel primo caso, sacrifici  o no degli utenti, tornerebbe a vivacizzarsi nuovamente con una realtà funzionale che muoverebbe finalmente un po’ di economia! Caduto nello sconforto in questi ultimi giorni dopo il presunto “niet” della Regione, l’assessore Lombardi si è lasciato andare a qualche dichiarazione tipo. “ Veroli non merita questo trattamento “ oppure “ Voglio vederli in faccia quei politici che saliranno in città a chiederci voti”. Forse non ha tutti i torti e forse quelle frasi dette con grande amarezza hanno scosso i vertici della sanità Regionale la quale, sembra, anche qui usiamo il condizionale magari doppio, pare che siano tornati sui propri passi e ci abbiano ripensato inserendo Veroli e la sua struttura da destinare a Casa della Salute. Sarà vero? Sarà così? Staremo a vedere ma soprattutto vorremmo sentire gli strilli degli amministratori verolani che devono avere il coraggio di farsi sentire, sbattere i pugni sul tavolo e magari minacciare dimissioni di massa per dare un segnale concreto a chi ancora, dopo 50 anni, continua a denigrare e a penalizzare la città di Veroli dopo avergli sottratto negli anni tutto quello che c’èra di importante da razziare, parliamo di istituzioni come il Vescovado, la Pretura, le Carceri, l’Ufficio di Registro, la Posta centrale, le Banche, il Seminario, i vari collegi e anche molte opera d’arte che oggi fano bella mostra di se in qualche palazzo sito a Frosinone.  La popolazione verolana spera di non subire anche questo ultimo schiaffo!

Gianni Federico

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