Intervista al Dott. Mario Marani sul candidato sindaco di FI voluto dall’alto senza passare per le primarie

In vista delle elezioni amministrative del prossimo maggio nelle due coalizioni principali ancora regna la confusione totale in alcuni casi mista a pettegolezzi e scontri verbali piuttosto duri. Per quanto concerne il centrodestra abbiamo fatto quattro chiacchiere con l’attivista di sempre di Forza Italia, il dott. Mario Marani, che ancora una volta si scaglia contro i vertici del partito a Roma, non riuscendo ancora a capire a che gioco si stia giocando all’interno di Fi e dell’intera coalizione. – Dott Marani, lei ancora una volta è costretto ad intervenire, stavolta a gamba tesa, per cercare di poter far cadere qualcuno che sta al vertice del  suo partito FI e che ancora non riesce a far diradare le nubi che avvolgono il futuro dell’intera coalizione di centrodestra. C’è forse qualcuno che, fregandosene di chi ha sempre remato a favore di FI ed ha lavorato per 10 anni ininterrottamente,  sta facendo manovre oscure pur di essere candidato sindaco non indicato dai vostri elettori? –   “ Bisogna essere corretti fino in fondo, non si può convocare una conferenza stampa di candidatura a sindaco per un  partito e durante la stessa invocare le primarie, poi successivamente dichiarare di essere legittimo candidato perché  le primarie  non si sono tenute in quanto non erano presenti altri concorrenti  e nel frattempo parlare di traditori e altre corbellerie del genere” . – A chi si riferisce in particolare? – “  Lasciamo stare, non voglio avvelenare ulteriormente il clima già torbido che si è venuto a creare nel nostro partito.  Personalmente avevo dato disponibilità  alle primarie di coalizione in alcuni  articoli apparsi sulla stampa e sul vostro Network  durante la mia visita con il dott. Moraldi  in  Senato il giorno 19 Marzo, in quella occasione il coordinatore regionale,  il Sen. Fazzone, aveva  dichiarato che si sarebbero tenute il giorno 29 e che da Roma si sarebbe provveduto a mettere in piedi  tutta la parte  organizzativa”. E allora, che è successo, chi non ha recitato bene la sua parte e perché! –  “ Io personalmente ma anche gli iscritti e i simpatizzanti non abbiamo  visto nessuno da Roma e le primarie non si sono tenute, e il perché  sinceramente andrebbe chiesto ai vertici regionali che da  Roma coordinano il tutto, almeno questo è la nostra convinzione,  il vero motivo per cui le primarie non si sono svolte  non lo conosco, ma da Veroli, qualcuno,  ha  dichiarare che non si sono svolte perché  non c’era alternativa alla propria  persona, da fare le primarie fino ad auto proclamarsi  unico candidato ce ne passa” . – Allora c’è qualche pigmalione che si ritiene al di sopra di tutti. Non ce lo vuole proprio dire il nome?  Lei personalmente che cosa ha deciso di fare a questo punto! – “ E’ inutile, non voglio  fomentare altre guerre interne.  Ad ogni modo, come da anni a questa parte, a me sta a cuore solo e soprattutto il bene di Veroli e sta a cuore anche la sorte del centrodestra verolano. Per questo non mi sento di lasciare la mia coalizione naturale allo sbando, per cui da oggi lavorerò a testa bassa per compattare tutto l’elettorato di  centrodestra attorno ad un candidato che raggruppi l’intera coalizione o  almeno, la maggior parte di essa”. – Questa è una sua iniziativa oppure ha avuto qualche pressione o spinta a fare quello che altri dovrebbero fare. – “  Questo è ciò che mi chiedono i verolani che incontro per strada, dopo anni di  battaglie spesso solitarie dove, però, ci ho messo sempre la faccia.  I tradimenti lasciamoli ad altri.” – Ad ogni buon conto il dott. Marani ha fatto il suo sfogo, legittimo per carità,  e chi ancora non avesse capito cosa vuole dire se lo faccia spiegare da qualcuno più sveglio, perché di belli addormentati in questi ultimi anni ce ne sono stati tanti in Forza Italia e nel centrodestra verolano. Solo in occasione delle amministrative si sono risvegliati, forse baciati da qualche principe “azzurro” che con il suo cavallo venendo da Roma è passato da queste parti dopo dieci lunghi anni.

Gianni  Federico

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