mercoledì 16 Dicembre 2015

La Politica le opere e le… varianti infinite

Pubblichiamo un articolo del nostro amico opinionista Franco Fiorini che in questa occasione cerca di far chiarezza sulle lungaggini burocratiche e sulle tante, forse troppe varianti nel settore dei lavori pubblici della città di Veroli che ha molti cantieri aperti e situazioni anomale da risolvere per quanto concerne due o tre gare di appalto per altrettante strutture da gestire. – ” Le lungaggini burocratiche e le varianti – ci scrive Fiorini – sono state e continuano ad essere nel settore dei lavori pubblici, il male assoluto della nostra Nazione. Pensate che ero ancora giovanissimo non passava un giorno in cui non si parlava o si leggeva, dell’inizio dei lavori per la costruzione di Strade, Scuole, Ospedali, Palazzetti e altre opere per le quali puntuali come orologi svizzeri arrivavano le sospensioni dei lavori per alcune “varianti” da apportare al progetto. In realtà, come si è scoperto già da tempo, quelle varianti servivano per aumentare i costi a favore dei politici e impresari di turno, ma le facevano apparire come improvvise difficoltà di realizzazione delle opere che se non avevano a disposizione le famose varianti non si sarebbe più potute realizzare. Di conseguenza, non facendo bandi regolari, non essendoci concorrenza, si agiva di traverso e allora bellamente passavano gli anni e i lavori non terminavano mai, solo in qualche caso, finivano ma in malo modo. Ecco il motivo per cui noi oggi non possiamo fare altro che ammirare le famose cattedrali nel deserto. polivalente1La nostra città, nel suo piccolo, considerando impegni, investimenti e ricavi ha un primato non di poco. Basta scorrere velocemente la storia e i luoghi e ci si rende conto di cosa siamo stati capaci di “non” fare in termini di opere e varianti. Cito solo le più importanti: Il primo in ordine di urgenza è il multipiano di piazzale Porta Romana che come si nota nella foto presenta il logorio degli anni di “maltrattamenti” abbandonato a se stesso e con il parcheggio libero e selvaggio, così come il costone di fronte dove si sarebbe dovuto costruire un tapis roulant che doveva sfociare in Piazza Palestrina, quell’opera non è mai stata realizzata e il progetto giace sicuramente in qualche cassetto dell’ufficio tecnico comunale.  La seconda opera in attesa di giudizio come un condannato è l’edificio della Scuola Elementare Valente, nata male, utilizzata peggio e abbandonata per forza maggiore dopo il terremoto che colpì l’Aquila e tra non molto pronta alla demolizione “forzata”. Terzo punto dolente il civico Cimitero, i marciapiedi che conducono ad esso per cui le “varianti” la fanno da padrone in tutti i sensi, finora costate tanto ed essere brutte da vedere con i lavori mai terminati. Quarta opera in attesa è il Polivalente di Piazzale Vittorio, Veneto, un impianto fatto con un certo criterio ma presto abbandonato dalla manodopera, con la palestra coperta che viene usata dagli studenti del sovrastante Liceo, ma il tutto non in sicurezza. L’anfiteatro e il campo di basket e palla a volo viene utilizzato poco e male, viene invaso da tutti ma non è rispettato da nessuno e a tutt’ oggi è abbandonato a se stesso in attesa di una gestione mirata e continua nel tempo. L’unica variante fu il non costruire all’anfiteatro un altro pezzo di impianto che è rimasto aimè solo roccia viva perché costoso e non utile al momento. DSCN4690Il mio escursus sulle opere abbandonate o da finire si ferma, per il momento all’ormai “storico” Palazzetto dello Sport di via Aia dei Franchi, (vedi foto) dove da anni si fanno solo lavori che appaiono infiniti e anche qui abbiamo saputo dagli amministratori che è in atto una variante, speriamo l’ultima che tende ad allungare le pareti laterali dello stesso Palazzetto di qualche decina di metri per coprire la tribuna sud che non è stata demolita perché costosa. Mi chiedo e chiediamo! Ma fermarsi un po’ prima, per una capienza inferiore, costruire il piazzale dove si potrebbe svolgere il mercato (l’unica cosa utilizzabile) non sarebbe stato meglio? Senza andare oltre, ma con la massima serenità e franchezza e senza peli sulla lingua dico: se c’è una variante seria, necessaria e urgente da fare, è quella di sostituire alcuni amministratori che ormai per sopraggiunte necessità personali, per mancanza di riferimenti e guide politiche vanno avanti alla meglio, chiudendo gli occhi a tutto e a tutti cercando di salvare il salvabile. Questa gente non serve alla città di Veroli che ha urgente bisogno di tornare a vivere. Saluti”.

 

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