30 gennaio 2013 redazione@ciociaria24.net

La ricorrenza della Festa di S. Biagio il 3 febbraio a Veroli, un’occasione per rinnovare il connubio tra religione e tradizione con ” Gli Cellitti de S. Biagio”.

Torna come ogni anno il periodo più freddo della stagione invernale conosciuto come ” i giorni della merla”. A Veroli si rinnova anche uno degli appuntamenti principali dell’anno. La festa di S. Biagio Vescovo che ricade il 3 di febbraio, una giornata particolare per la città di Veroli, i fedeli di tutto il vasto territorio si recano al Duomo, la Cattedrale dedicata a S. Andrea, per farsi ungere la gola con l’olio benedetto, in ricordo del miracolo che il Santo operò a favore di un bambino al quale era rimasta una spina di pesce alla gola e stava per morire. Il Sacerdote durante l’unzione alla gola prega rivolgendosi al Santo Vescovo affinchè interceda in favore dei credenti per evitare loro “ogni male di gola e tutti i mali”. Le suore di S. Francesco preparano centinaia di batuffoli di ovatta unti nell’olio benedetto da portare ai malati, agli anziani, ai bambini e a tutti coloro che per lavoro o per altri impedimenti non possono essere presenti alle cerimonie religiose della giornata. All’uscita dalla Chiesa su piazza Plebiscito si svolge la tradizionale festa con le bancarelle che vendono gli ormai famosi ” Cellitti de S. Biagio”, dolci a forma creativa appunto di uccello di pasta frolla oppure fatti lievitare risultando morbidi e leggeri come i panettoni, ancora caldi e fragranti, appena usciti dai vari forni della città. Le donne poi si recano sul sagrato della Cattedrale dove il Parroco benedice quei dolci che verranno consumati a tavola dalle famiglie, dopo magari aver gustato: ” na scifetta de polenta cò lo porco n’cima e gli broccoletti nostrani”. Un pò ovunque nel territorio verolano vengono consumati “gli Cellitti de S. Biagio”, un rito che genera un meraviglioso connubio tra religione e tradizione che a Veroli si consuma da secoli.

Gianni Federico  

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