La Settimana Santa a Veroli: MILLE ANNI di fede che si rinnovano ancora una volta per ricordare l’uccisione dell’Innocente (di Gianni Federico)

La settimana Santa nella città Ernica è cominciata con l’adorazione del S.S. Sacramento nella Chiesa dell’Annunziata (detta di S. Agostino) in pieno centro storico, fino a martedì santo, poi il tempio, come da tradizione millenaria, è stato chiuso per l’allestimento del “Sepolcro”.

Il mercoledì santo il Vescovo Mons. Ambrogio Spreafico in Cattedrale presenzierà la cerimonia della benedizione degli olii alla presenza di tutti sacerdoti della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino che durante l’anno useranno per i Battesimi e le Cresime, il Giovedì Santo invece nel primo pomeriggio si celebrerà nella Basilica di S. Salome la Messa in “Coena Domini”, a ricordo dell’ultima cena di Gesù con gli Apostoli durante la quale il figlio di Dio istituì l’Eucaristia ( I Sinottici collocano l’istituzione dell’Eucaristia nel contesto della celebrazione della Pasqua ebraica, nella quale il sacrificio e il comune cibarsi dell’agnello pasquale costituiva il segno commemorativo della liberazione del popolo ebreo dalla schiavitù egiziana). Intorno alle 19,00 le sette Chiese dove sono stati allestiti i “Sepolcri” (chiamati così impropriamente perché in effetti in quelle chiese c’è la reposizione del Sacramento) aprono le porte per la visita dei fedeli, appunto ai Sepolcri, che si protrae fino a notte fonda. Il venerdì santo Veroli commemora con devozione la giornata nella quale il Figlio dell’Uomo venne crocifisso.

Si inizia prima dell’alba proprio nella Chiesa di S. Agostino dove sono custodite la statua della Madonna Addolorata e quella del corpo di Gesù morto: alle ore 4,30 recita delle lodi con tutto il popolo, alle 5,30 in punto parte la processione con la statua dell’Addolorata (che la devozione popolare vuole alla ricerca di Gesù), che raggiungerà tutte le Chiese cittadine dove farà sosta per brevi riflessioni, con la lunga teoria dei “Fratelli”, che vestono il tradizionale e antico saio con cappuccio e delle “Sorelle”, vestite di nero e con il velo, entrambe in fila per due, che accompagnano il corteo cantando lo Stabat Mater e la recita delle preghiere.

La lunga processione sale fin sopra la Rocca per raggiungere la Chiesa di San Leucio, dopo aver fatto sosta per le riflessioni religiose nella Basilica di S. Erasmo e nella Chiesa di S. Michele Arcangelo.
Quindi la discesa fino alla Chiesa di S.Croce, nella parte bassa della città. Vengono raggiunte poi la Basilica Collegiata di S. Paolo, la Chiesa del Monastero Bendettino e la Basilica di S. Salome. La Processione dopo circa quattro intense ore di canti e preghiere fa ritorno nella Chiesa di di S.
Agostino
. Nel tardo pomeriggio in S.Salome la cerimonia della lettura del Passio, il racconto evangelico delle ore di passione vissute da Gesù prima della crocifissione. Tutti i fedeli alla fine della cerimonia denominata “delle tre ore di agonia” si ritrovano ancora una volta  nella Chiesa di S.Agostino da dove muoverà la solenne processione serale con le statue della Madonna Addolorata e del Cristo morto. Quello  è il momento più suggestivo di tutta la giornata, un momento solenne, pieno di preghiera e intervallato dal canto dello Stabat Mater che i Fratelli della Confraternita “Carità Morte e Orazione” e le Sorelle della “Pia Unione dell’Addolorata” cantano, sin dal lontano 1506, hanno di fondazione delle Confraternite, sempre dalle prime luci dell’alba del Venerdì Santo, un giorno particolare che ricorda a tutti noi credenti la immolazione del Cristo sulla Croce per la nostra redenzione.

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