L’intervento del presidente di “Rosso di Sera ” Paolo de Simone: Acea stacca i contatori ma è la prima ad essere inadempiente

Il presidente dell’Associazione Politco-Culturale “Rosso di Sera”, l’avvocato Paolo De Simone, interviene con fermezza sulla vicenda che sta creando molti disagi a tante famiglie. Ci riferiamo ai distacchi dei contatori dell’acqua da parte di Acea per gli utenti morosi, che per vari motivi legati alla crisi e alla perdita del lavoro sono in ritardo con i pagamenti. E che sarà mai? Per Acea è un peccato originale e se li senti parlare sembra che loro, siano depositari di ogni verità. A parte le decisioni dei diversi Tar che hanno dato ragione al gestore sulla questione dell’acqua, c’è da sottolineare che Acea dovrebbe essere meno fiscale con gli utenti non in regola e cercare di arrivare a compromessi che accontentino entrambe le parti, altrimenti è vera anarchia. Pagamenti rateali o altre soluzioni che non siano drastiche sarebbero opportune, ma tantè! De Simone nel suo foglio di informazione e satira scrive: – “ L’acqua rappresenta un bene comune fondamentale e la sua erogazione un servizio essenziale alla vita. L’interruzione del servizio idrico causa danni alla salute ed una emergenza igienico-sanitaria. Per questo il distacco del servizio idrico è un atto di inciviltà”. L’Avvocato poi si rivolge al sindaco Simone Cretaro dicendogli con molta pacatezza che lui, ha l’autorità di impedire i distacchi soprattutto con questo caldo, infatti il sindaco quale massima autorità igienico sanitaria ha il diritto dovere di intervenire per la tutela dell’igiene della comunità. Scrive ancora De Simone: – “ Le ordinanze di molti sindaci sono andate a buon fine, come nei comuni di Lecce, di Spoleto, di San Benedetto del Tronto e di altre città. Poiché trattasi di un servizio essenziale, anzi vitale, l’interruzione di esso dovrebbe seguire non precedere l’accertamento giudiziario, in una società civile, rispettosa dei diritti fondamentali e di rango costituzionale, sui quali, checchè ne dica Acea, sia il Giudice delle Leggi, sia la Cassazione non hanno ancora detto l’ultima parola. Circa poi il vincolo e l’obbligatorietà del distacco, l’affermazione di Acea è finanche ridicola come quella della parità degli utenti a condizioni impari. Senza contare – conclude Paolo De Simone – che qui il primo ad essere inadempiente è proprio il gestore Acea, sugli investimenti non fatti, la qualità insufficiente dell’acqua, lo smaltimento insufficiente e l’insopportabile esosità delle tariffe cui solo il clientelismo dei sindaci ha dato eccessivo spazio”. Che altro doveva dire l’avvocato De Simone? A questo punto sarebbe opportuno che i sindaci, tutti, con azioni immediate revochino la gestione dell’acqua ad una Acea arrogante e inadempiente, si respirerebbe aria nuova e si berrebbe finalmente acqua chiara e pulita.

Gianni Federico

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