Lo sciopero degli scrutini contro il DDL del governo sulla “Buona Scuola”

Da molti mesi si sta parlando del DDL sulla “buona scuola”, un altro pallino del governo Renzi che forse vuole dare visibilità alla ministra Stefania Giannini o nella peggiore delle ipotesi distruggere l’ordinamento della scuola pubblica in favore di quella privata, almeno questa è la nostra impressione. La stessa impressione che abbiamo avuto dopo la presentazione di un DDL che fa veramente sorridere gli addetti ai lavori che nello stesso tempo sono arrabbiati e lo criticano per come è stato concepito e che, ripetiamo, sembra andare contro la scuola pubblica. Nel comunicato stampa si legge che lo sciopero degli scrutini, indetto unitariamente dai sindacati FLCGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA e Gilda, in disaccordo con il disegno di legge sulla Buona Scuola del governo Renzi, ha toccato anche il Liceo Statale Giovanni Sulpicio di Veroli. Si tratta in realtà, rassicurano i docenti che hanno aderito allo sciopero, di un blocco breve, poichè la normativa prevede che entro il 15 giugno siano stabiliti tutti gli esiti delle classi intermedie, ma il messaggio che si è voluto dare al governo è quello di un forte disagio e della necessità di apportare al testo di legge profondi cambiamenti, nonostante le dichiarazioni del governo che, di fatto, lascia irrisolte molte delle sue evidenti criticità e non dà risposta alle richieste che stanno alla base di una mobilitazione condivisa e partecipata dall’intero mondo della scuola come: un piano di assunzioni che non può limitarsi soltanto a quanti sono inseriti nelle GAE, escludendo decine di migliaia di docenti e ATA oggi in servizio con contratto a tempo determinato; no al potere dei dirigenti di conferire incarichi ai docenti attraverso la chiamata diretta dagli albi territoriali: no alla valutazione dei docenti con criteri arbitrari e alla costituzione di commissioni prive delle necessarie competenze; regolazione per contratto di tutte le materie che hanno ricadute su aspetti normativi e retributivi del rapporto di lavoro; impegni precisi per il rinnovo del contratto nazionale. –  Cinque punti che sono per la verità la richiesta al governo di fermare lo scempio che vorrebbe mettere in atto per la scuola che francamente è esausta di tutte le riforme fin qui fatte dai vari governi. Sono stati molti i docenti che hanno aderito alla protesta, proprio per affermare il totale dissenso contro il disegno di legge sulla “buona scuola”, che in questi giorni si sta dibattendo al senato. Gli stessi docenti assicurano che la protesta non è contro il dirigente scolastico, tantomeno contro i colleghi che non hanno aderito, non è neanche contro gli studenti e le loro famiglie, ma è sicuramente contro una proposta che delegittima la scuola pubblica che potrebbe finire nel degrado, mentre invece è lo strumento efficace e principale per la democrazia che garantisce l’uguaglianza di diritti e delle possibilità di tutti i cittadini. Per cui, distruggere questo strumento significa azzerare le basi della nostra civiltà.

Gianni Federico

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