4 febbraio 2015 redazione@ciociaria24.net

Lo stato in cui versano alcuni edifici che ospitano le Scuole Elementari: le segnalazioni dei lettori

Un nostro lettore, il sig. Francesco,  è venuto a trovarci in redazione per segnalare le difficoltà strutturali di due edifici scolastici.

La situazione in cui versa l’ex Scuola Elementare “Antonio Valente” di Corso della Repubblica e l’edificio scolastico della contrada di S: Francesca, due strutture scolastiche del territorio comunale che a dire il vero non sono proprio un’eccellenza. Il nostro amico lettore ci ha riferito quello che scriviamo: “ Io penso, sempre con modestia, che la storia recente della scuola Valente a Veroli non abbia insegnato niente a nessuno, tanto meno ai nostri politici dell’amministrazione comunale, quelle passate e quella attuale”. – Perchè dice queste cose? – “Affermo questo per due motivi principali ed essenziali: il primo, è che per nostra fortuna e di chi la frequentava, non ci sono state vittime in occasione del terremoto che colpì l’Aquila, per cui nell’emergenza si rimediò spostando le classi elementari presso la struttura ormai vuota del Convento dei Frati Cappuccini in via Passeggiata San Giuseppe. Da allora nessuno ha saputo più niente della “Valente” perché la definizione del suo destino da anni si è persa nei “meandri” della politica e della burocrazia”. – La conosciamo bene la materia brurocratica e il suo diabolico meccanismo. -” SI, Dio benedica quella brutta bestia, perché grazie a quella pratica mista ad una buona dose di menefreghismo, chi aveva il dovere di fare qualcosa per quella struttura scolastica ormai abbandonata a se stessa, ogni giorno, inventandosi qualche nuova bugia sullo stato attuale e le cause precedenti, senza ricavarne nulla,  ha contribuito a creare tanti disagi alla città e ai cittadini con costi e interventi per la sicurezza, che ad oggi ci consegnano un altro rudere da aggiungere al brutto mosaico già esistente all’ingresso di Veroli. Ora che cosa sta accadendo? Si continua a perseverare il che è semplicemente diabolico, un fatto quasi da incoscienti, quello cioè di cercare di rimettere in piedi un’altra struttura peggio di quella citata”. – A quale si riferisce in particolare dato che la vastità del territorio comunale di Veroli non ne permette la individuazione:- “Mi riferisco alla scuola della contrada di S. Francesca, costruita non tanti anni fa, dopo un contenzioso con i proprietari del terreno, di cui vi evito, per rispetto, il ricordo degli eventi durati per anni.

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La agibilità e la regolarità, il tutto a dir poco indecente. Tranne l’inaugurazione ed i primi anni di frequentazione da parte dei bambini del luogo, si arrivò subito a dover intervenire più volte e con costi (soldi nostri) in aggiunta per rendere più agibile e sicuro lo stabile”. – Con questo vuole dire che lo sperpero di soldi pubblici hanno penalizzato i cittadini e che le strutture in questione sono ancora ferme a palo? Oppure perchè i lavori furono fatti male e ora quegli stabili non possono ospitare gli alunni delle elementari? – ” No, niente di tuto questo, voglio semplicemente dire che gli utenti, come era prevedibile, negli anni sono diminuiti per vari motivi, il mondo della scuola si è trasformato velocemente e come per la sanità è arrivato il momento delle regole e dei tagli, il famoso rapporto da tutti mai considerato”. – A quale rapport si riferisce? – “Allora, diciamo subito: utenza, costo, sicurezza, ricavo, cose che nel pubblico per più di 50 anni è stata fantascienza. Ora si corre ai ripari cercando di inventarsi cose che non stanno né in cielo, né in terra. In un immobile, che io fatico a pensare scuola per i bambini delle elementari, ci si vuole inserire quelli dell’infanzia, per far in modo che non si creino le condizioni per la chiusura, con danno maggiore per il cittadino e i propri figli, per riparare agli errori del passato, che sono chiamati a nuovi sacrifici”. – Allora vede che sta parlando anche di sicurezza e di lavori non eseguiti a norma durante qualche ristrutturazione? – Si anche questo! Per questo vorrei che chi di dovere mi convincesse se questa scuola vista dall’esterno (l’interno lo si immagina) è nelle condizioni fisiche e di sicurezza per ospitare bambini che devono imparare e crescere. Si vedono delle coperture, una volta già rifatte, che neanche i capannoni che conservano materiale hanno. Allora rivolgendomi ai signori amministratori dico loro: non sarebbe il caso di rivedere seriamente con monitoraggi seri e mirati quell’edificio? Oppure la pensate come il Sindaco di San Giuliano di Puglia che dava per scontato il suo sapere e dei suoi collaboratori, forse pensando che il male capitava solo agli altri e che invece ha dovuto assistere alla morte del figlio rimasto all’interno di quella scuola crollata per i terremoto che invece lui riteneva sicura ? Mi scuso per qualche frase fuori luogo, ma era necessario esprimersi bene per far capire meglio. Nonostante tutto però posso dire che i cittadini sono fiduciosi come sempre e confidano nelle vostre coscienze”. – Questo le fa onore Francesco, noi raccogliamo il suo appello, lo giriamo alla politica comunale, provinciale e regionale con la speranza che venga raccolto.

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