Oggi l’Inaugurazione a Veroli dell’Evento Culturale ” Dodici Contemporaneamente”

Parte nel pomeriggio di oggi la seconda edizione dell’evento culturale “ Dodici Contemporaneamente “ e sarà un’edizione improntata alla cultura a 360°. L’inaugurazione è stata assegnata a Marco Bussagli che torna nella sua Veroli per aprire i lavori per questa edizione intitolata “Perimetri, prospettive, vie di fuga”. Bussagli è anche autore del testo critico del catalogo 2016. Professore di prima fascia presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma, dove insegna Anatomia Artistica, è autore di oltre duecento pubblicazioni, e curatore di mostre di rilievo internazionale come quella sul Rinascimento a Roma, sul Barocco e quella su Escher del 2015. Ai dodici protagonisti internazionali che hanno realizzato due opere ognuno appositamente per l’occasione, si affiancheranno quelle del premio Oscar 2016 Ennio Morricone intitolata “Voci dal silenzio” che farà da colonna sonora all’installazione “Scacciera” di Ornella Ricca e Pietro Spagnoli, e il video di Alessandro Gassmann intitolato “Solo andata” con testo di Erri De Luca.

Venerdì 13 maggio alle 18 sarà la volta della conferenza “Una narrazione di gusto e cultura”, tenuta da Rodolfo Coccioni, professore di Paleontologia all’università di Urbino. Sarà anche l’occasione per conoscere meglio il corso di alta formazione universitaria “Narratore del gusto e della cultura”. Nel corso della serata sarà possibile testare anche un assaggio di vino bianco in accompagnamento ad un particolare formaggio.

Il giorno dopo sabato 14 alla stessa ora, Olivia Nesci presenterà la conferenza “A caccia di paesaggi”; esperta di genesi ed evoluzione del paesaggio fisico, la professoressa Nesci mostrerà le sue ricerche sull’individuazione dei veri sfondi di quadri famosi in tutto il mondo.

Giovedì 19 maggio ore 21 Marco Baliani sarà protagonista di “Sconfinare”, narrazioni e letture sul tema. Autore, attore e regista teatrale, con lo spettacolo Kohlhaas (più di mille repliche) inventa il teatro di narrazione, di cui è uno dei massimi esponenti. Ha anche lavorato come attore cinematografico con i registi Martone, Archibugi, Comencini.

Sabato 21 maggio alle 18 sarà la volta del cosmo ad essere protagonista, con l’incontro tenuto dall’astronauta Umberto Guidoni. Primo astronauta europeo a salire a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, Guidoni è anche autore di numerosi libri fra cui l’ultimo “Viaggiando oltre il cielo”.

Domenica 22 maggio invece ad esporre le proprie opere dalle 10,00 alle 20,30 saranno gli alunni dell’istituto comprensivo Veroli I, presentando “Prospettive fondamentali” realizzazioni artistiche realizzate seguendo il tema dell’edizione 2016.

Giovedì 26 maggio alle ore 18 Piergiorgio Odifreddi terrà la conferenza “Vie di fuga”. Matematico, logico e saggista italiano. I suoi scritti, oltre che di matematica, trattano di divulgazione scientifica, storia della scienza, filosofia, politica, religione, esegesi, filologia e di saggistica varia.

Sabato 28 maggio Mario Torta proporrà “Oltre le tonalità”, una conferenza su argomentazioni musicali. Autore di testi musicologici, collaboratore di riviste di settore, case discografiche, festival e rassegne, è impegnato nel campo dell’insegnamento e della divulgazione musicale.

Una settimana dopo, sabato 4 giugno, Giovanni Betta, rettore dell’università di Cassino e del Lazio Meridionale, affronterà alle 18 il tema “Lavorare e studiare in Italia: perimetri, prospettive, vie di fuga”. Coautore di oltre 250 lavori scientifici pubblicati in riviste ed atti di convegni nazionali ed internazionali, Betta punta la sua ricerca soprattutto sui sistemi di misura basati su tecniche d’intelligenza artificiale.

La chiusura sarà affidata domenica 5 giugno ad una particolare caccia al tesoro fotografica a squadre, chiamata “Selfie al tesoro”; appuntamento per tutti alle 10 in piazza Duomo per misurarsi con un percorso a tappe e provare a scoprire Veroli da un altro punto di vista.

Per dovere di informazione completa presentiamo i dodici artisti protagonisti dell’edizione 2016 della mostra Dodici Contemporaneamente. Un breve estratto biografico per ognuno di loro ci aiuterà a conoscerne l’opera e la vita, e comprenderne meglio le ventiquattro realizzazioni create appositamente per l’evento che andrà in scena nel chiostro di Sant’Agostino dal 7 maggio al 5 giugno prossimi.

Matthias Brandes, tedesco di Bochum, laureato all’università di Amburgo dal 1985 al 2015 è presente in numerose mostre personali e collettive in Gallerie in Italia, Germania, Ungheria, Austria, Belgio, USA, Cina, Regno Unito, Corea del Sud. Le sue opere sono in collezioni pubbliche e private. Fra l’altro è stato anche graphic-designer per case vinicole. « Dipingo cose che mi affascinano – spiega – cerco di rappresentarle nel modo più preciso. Non come si vedono nella realtà, ma come le immagino io».

Daniela Carletti, presente in numerose personali e collettive fra Europa e Medioriente, sostiene che «La mia poetica si esprime con la rappresentazione della natura che diventò protagonista delle mie opere quando dagli anni ‘90 iniziai a lavorare con il gesso a rilievo. Nel mio lavoro seguo l’ispirazione, non c’è molta progettualità; è il rapporto diretto e manuale con i materiali usati che mi suggerisce il percorso da seguire. Nelle varie fasi di lavorazione sono coinvolti tutti i sensi che, agendo in sinergia con la mente e il cuore, mi indicano dove andare».

Bruno di Pietro, pescarese, inizia a dipingere da autodidatta per poi frequentare l’Accademia di Brera. Nei suoi quaranta anni di carriera ha realizzato circa 4000 opere che ora ha deciso di raggruppare per periodo artistico. «In questa mia odissea artistica, ad un certo momento del mio iter creativo mi sono sentito intellettualmente in dovere di mettere ordine ai miei lavori e alla mia storia. Ho voluto dare alle mie opere sparse per l’Europa un ordine cronologico, per archiviarle in periodi ben definiti essendo questi legati a temi e tecniche diverse tra di loro».

Marjan Fahimi, iraniana di Tehran, si laurea in Letteratura italiana all’università di Tehran per poi trasferirsi a Roma dove nel 2013 si laurea in Architettura. « Nelle mie opere i soggetti sono caratterizzati principalmente da paesaggi, vedute che evidenziano i principali fenomeni atmosferici: aria, vento, nubi, pioggia, acqua, luce, terra. Una ricerca su la componente naturalistica del paesaggio e della sua poetica; ovvero ciò che lo rende spettacolare agli occhi dell’osservatore».

 

Patricia Glee Smith, statunitense di Savanna nell’Illinois, per lei si tratta di un ritorno a Veroli dopo la partecipazione all’edizione 2015. Dal 1977 al 2015 ha esposto dipinti e incisioni in Europa, nello Yemen e negli Stati Uniti d’America. Ha contributo con disegni alla rivista The New Yorker per molti anni. «Nei miei dipinti e nelle mie acqueforti cerco di creare movimento, oppure quiete e silenzio, usando il colore, la luce e la forma: la struttura, la superficie e il contenuto sono considerazioni di primaria importanza. Sono interessata ai singoli momenti e frammenti della vita e al loro aspetto eterno, alla bellezza inaspettata, all’imperfezione di oggetti sorpresi in un momento di riposo».

Anett Kilen Kennedy, norvegese di Oslo, la sua opera si è mossa da Parigi a Monterey, da Valencia a Laguna Beach. « Nel processo di creazione di un dipinto mi sposto avanti e indietro tra astratto e figurativo. L’astratto è basato sull’improvvisazione. La cosa più importante per me è quello di sperimentare e scoprire lo sconosciuto nel processo creativo. Mi piace esplorare il paesaggio sconosciuto. C’è un elemento misterioso nel “piano del quadro”: un piano immaginario che sfida ogni spiegazione tradizionale».

Enrique Moya González, madrileno. Anche per lui il 2016 è un bis a Veroli dove lo scorso anno fu uno dei più visitati fra i protagonisti. Nel mese di Ottobre 2015 Enrique Moya Gonzalez è stato ospitato dalla Oklahoma University, nell’ambito del progetto Cultural Connections, per proporre la sua personale ricerca. Il suo lavoro è un dialogo costante tra passato e contemporaneità e nelle sue opere i livelli si sovrappongono e si confondono in un gioco di linee, segni e immagini in cui ciascun spettatore può e deve trovare la propria chiave di lettura. «NoNon sono un disegnatore, non sono pittore, non sono un fotografo, non sono nulla di tutte queste cose perché sono tutte queste cose insieme».

Shura Oyarce Yuzzelli nata a Lima in Perù, arriva in Italia con la vincita di una borsa di studio messa in palio dall’Istituto Italiano di Cultura a Lima e del Ministero degli Affari Esteri. Le sue opere paiono ricercare lo spazio-forma ed evocare irresistibili interiorità d’animo. Si tratta di collage materici su tavola realizzati con l’impiego di stoffe e smalti, uniti alla memoria del lavoro portato avanti con estrema sapienza dalla nonna, abile sarta. Realizza sculture policrome attraverso il riutilizzo di materiali di recupero: legni, tele, smalti, lane, corde, ferri arrugginiti, che testimoniano il percorso cognitivo mnemonico dei ricordi.

Ornella Ricca, napoletana di nascita verolana d’adozione. Attraversa tutto lo Stivale per esporre le sue creazioni che possono essere trovate in collezioni pubbliche e private sia in Europa che negli Stati Uniti d’America. « Osservare la linea d’orizzonte sul mare di Napoli, la città dove sono nata, ha stimolato in me riflessioni su perimetri elastici e l’impulso a viaggiare. La ricerca artistica è per me inscindibile da quella personale. Preferisco lavorare con il legno (il mio nome deriva da un albero) e la pittura ad olio, ma utilizzo anche resine e pigmenti naturali ed industriali».

 

Alessandro Sicioldr può essere considerato la mascotte del gruppo, essendo il più giovane. Lavora principalmente con la pittura ad olio, matite e matite colorate. I suoi soggetti sono immagini surreali provenienti dall’ inconscio, che egli rappresenta con una miscela di tecniche contemporanee e tradizionali. « Sicioldr è una parola insolita, ha un suono sibilante, sgranato e allusivo. Si è rivelata misteriosamente alla mia coscienza un giorno di qualche anno fa. In verità devo ammettere che non conosco neanche la sua corretta pronuncia. L’unica cosa di cui sono certo è che appartiene allo stesso mondo che descrivo nelle mie opere».

Pietro Spagnoli, frusinate che ha scelto Veroli per vivere e lavorare. Laureato a Cassino con una tesi sulla “Valorizzazione dei beni culturali”, nel corso degli anni ha esposto in numerose mostre personali e collettive, affiancando all’attività artistica quella di organizzatore e curatore di eventi, spaziando tra la musica, le arti figurative e la letteratura. «Un artista può intervenire nel suo tempo? L’arte ha ancora un ruolo nella società contemporanea, una funzione diversa e lontana dall’effimero? Cerco di trovare in me questo ruolo, con il giusto amalgama tra linguaggio e contenuto, forma e pensiero, sentimento ed espressione».

Simon Wilfred Mgogo è nato a Dar el Salaam in Tanzania. Dopo aver ricevuto numerosi premi nella sua nazione, dal 2001 si è trasferito in Italia; con la sua arte ha sostenuto in Italia ed in Germania importanti campagne a sfondo sociale contro la mutilazione genitale femminile. « Il mio stile artistico è una fusione di tingatinga e batik, forme d’arte tradizionali della Tanzania caratterizzate dalla vivacità dei colori. Le mie opere sono fortemente influenzate dall’esperienza di vita della mia giovinezza ed infanzia trascorse in Africa con la raffigurazione dei colori, le forme, i paesaggi e le persone della mia terra di origine». A questo punto non rimane che visitare il Chiostro di Sant’Agostino nel cuore di Veroli per respirare e addirittura assaporare tanta cultura.

 

 

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