5 febbraio 2015 redazione@ciociaria24.net

Spettacolo Ciociaria: ben otto prodotti all’Expo 2015. Tre sono di eccellenza. Eccoli

Quando diciamo che siamo una grande terra, una terra che ha tutto e dove il food è poesia, diciamo semplicemente la pura verità. Ecco le prove!

La Regione Lazio, dopo accurate indagini e mille controlli ha individuato e selezionato un paniere di oltre cento prodotti, che hanno presente l’esatta identità di cui sono parte. Le aziende individuate hanno anche l’obiettivo di farsi conoscere in ambito internazionale, per cui l’occasione dell’Expo 2015 è un’occasione ghiotta per sviluppare nuovi contatti per i nostri imprenditori, chiaramente per far aumentare la consapevolezza dei concittadini della propria identità enogastronomica.

A rappresentare le bontà del frusinate all’Expò Internazionale di Milano saranno dunque otto prodotti della terra di Ciociaria: il Cesanese del Piglio, l’acqua di Fiuggi, il pane di Veroli, l’amaretto di Guarcino, il pecorino di Picinisco, il conciato di S. Vittore, il peperone di Pontecorvo e la mozzarella di latte di bufala di Amaseno che è stata reinserita per la sua riconosciuta bontà. Una causa che ha sostenuto personalmente il consigliere regionale Mauro Buschini, anche per ribadire che i prodotti della filiera bufalina sono una delle peculiarità alimentari delle province di Frosinone e Latina e quindi del Lazio. Questo settore, inoltre, vale molti posti di lavoro e genera un’importante economia nonostante il periodo di crisi che ben conosciamo.

Il progetto del paniere prevede l’individuazione dell’identità culturale alimentare, la mappatura dei prodotti e dei produttori e l’integrazione con i luoghi e gli itinerari. E’ una grande opportunità per la nostra economia e la Regione Lazio sarà vicina alle imprese per sfruttarla in modo adeguato. Ma parliamo di tre degli otto prodotti ciociari che saranno presentati all’Expò 2015.

Il pane di Veroli, che da diverso tempo ha avuto il riconoscimento DOP, è il pane che il grande Chef Fabio Campoli non si fa mai mancare sulla tavola tra i piatti che lui prepara. Il pane verolano, veramente ottimo, non ha ingredienti segreti ma bisogna saperlo fare: caratterizzato dalla crosta marrone e dalla mollica biancastra (conseguenza dell’utilizzo di farine di tipo 2, integrali o semi), con la caratteristica alveolatura, annovera certamente tra le sue peculiarità il clima asciutto dell’Appennino Ciociaro e l’acqua utilizzata. Più della metà dei quantitativi prodotti vengono consegnati tutte le mattine al di fuori della ciociaria ed in particolare a Roma. Tradizionalmente, con la pasta del pane si confeziona anche la famosa Ciambella di Veroli ai semi di anice, un tempo tipica di Capodanno, ma oggi consumata tutto l’anno.

Gli amaretti di Guarcino si distinguono con decisione dagli altri per la morbidezza e per l’utilizzo di ingredienti semplici e naturali: mandorle (dolci e amare), zucchero e uova. La valenza degli Amaretti di Guarcino sta nell’aver conservato immutata la ricetta nel corso dei secoli, un segreto che i Frati hanno rivelato a pochi, una ricetta che mantiene inalterata la sua semplice e particolare composizione, facendone un prodotto dalle qualità in termini di resa, di gusto, di leggerezza e di facilità di cottura del tutto particolare. Per chi vuole assaggiare l’amarettoi basta recarsi a Guarcino, un grazioso paesino incastonato tra le montagne ciociare.

Non c’è solo la mozzarella di bufala campana, perché anche il Basso Lazio produce un ottimo formaggio che riesce a superare la prova dei palati più esigenti. Un’offerta che sta diventando sempre più strutturata anche grazie ai consorzi di imprenditori che puntano sull’eccellenza gastronomica e sulla promozione turistica. La Valle dell’Amaseno (nel Frusinate) è un esempio di questa nuova filosofia che associa i buoni sapori e l’ospitalità, la produzione (nel rispetto dell’ambiente e degli animali) e la salute dei consumatori. E può essere una meta davvero felice per una gita nel fine settimana tra caseifici e ristoranti.

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