VEROLI – Il Maestro Luigi Centra espone presso la Galleria “La Catena”

Sarà inaugurata oggi alle 18, presso la Galleria La Catena a Veroli, la mostra fotografica del maestro Luigi Centra. L’artista, conosciuto in tutto il mondo come pittore impressionista astratto, ed esponente della pop-art americana importata in Italia negli anni sessanta da lui e da altri artisti come: Mario Schifano, Mimmo Rotella, Bettini e altri. La mostra è dedicata al centro storico della città di Veroli sulla abbondante nevicata avvenuta l’inverno scorso e paragonata a quella del 1956. L’autore per completare la performance ha scattato 210 fotografie in bianco e nero che farà vedere in mostra agli invitati, personaggi del mondo dello spetacolo, del cinema e della televisione, critici d’arte, politici, docenti dell’Università di Tor vergata e La sapienza e gente di vari ceti sociali.

Centra è un artista con oltre 50 anni di attività alle spalle, un buon viatico quale viaggio parallelo con la letteratura, ha pubblicato più di 50 volumi è stato premiato dalla Presidenza a Roma (Premio Cultura 1998) con il volume “Castelli di Ciociaria. Ma il pittore di adozione verolana nato a Carpineto Romano, ha esposto anche all’estero, ultimamente a Boston, ancor prima a Tokyo, a Pechino, a S. ferdinando Cadiz in Spagna e un pò uvunque in tutta Italia, le sue opere sono sparse in europa fino ai confini.Le Posate Italiane gli hanno dedicato un annullo postale per la sua attività in giro per il mondo “The Italian Art in The World” un suo quadro intitolato “Quando il colore fa Rumore” il timbro è ora presso il Museo Nimusmatica delle Poste a Roma. La vernice del pittore Luigi Centra rimarrà aperta fino al 12 Settembre e osserverà i seguenti orari: 9,30 – 13,30 e 16,30 – 20,30. Luigi oltre ad essere un artista è soprattutto un amico e nei confronti del prossimo si dimostra disponibile e pronto, proprio come sono pronte le sue opere pittoriche che esprimo di fatto i momenti e gli stati d’animo di una persona che ha l’arte nel sangue ma anche o soprattutto tanta umanità.
Gianni Federico

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