14 Novembre 2019

CASAMARI – Sabato 16 presentazione del nuovo libro di Paolo Accettola

"Artisti e viaggiatori del XVIII-XIX secolo a Casamari e presso San Domenico di Sora. Dal paesaggio del Grand Tour all’industrializzazione di inizio Ottocento nel distretto di Sora". L'iniziativa è della Città di Veroli.

Per iniziativa della Città di Veroli, sabaro 16 novembre p.v., alle ore 17, nella Sala del Granaretto dell’Abbazia di Casamari, sarà presentato il libro dal titolo “Artisti e viaggiatori del XVIII-XIX secolo a Casamari e presso San Domenico di Sora. Dal paesaggio del Grand Tour all’industrializzazione di inizio Ottocento nel distretto di Sora”, recente coedizione del Centro di Studi Sorani e del Monastero di San Domenico. Dopo i saluti dell’abate dom Eugenio Romagnuolo e del Sindaco di Veroli, avv. Simone Cretaro, è prevista l’introduzione del preside Luigi Gulia.

Seguirà la relazione di Padre Luca Molignini, archivista dell’Abbazia, sul tema: “Il complesso monastico di Casamari nel corso dei secoli”. Concluderà l’incontro l’intervento dell’autore, ing. Paolo Accettola, socio del Centro di Studi Sorani, già curatore, nel 2017, della mostra di riproduzioni fotografiche dei vedutisti del XVIII-XIX secolo a Casamari e presso San Domenico di Sora.

Il libro di Paolo Accettola è una rassegna ampia e sistematica della produzione pittorica e grafica – oltre 200 illustrazioni a colori e in bianco e nero – degli artisti viaggiatori inglesi, francesi e tedeschi, che tra Sette e Ottocento hanno frequentato il territorio compreso tra Sora, Arpino, Isola del Liri, caratterizzato dalla presenza dei fiumi Liri e Fibreno.

Le bellezze naturali esercitavano un forte richiamo, in uno dei percorsi principali che da Roma conducevano a Napoli rivelando il fascino architettonico e spirituale di vetusti monasteri benedettini tra cui le abbazie cistercensi di Casamari e di San Domenico risalenti all’XI secolo, centri – tra alterne vicende storiche – di vita religiosa e di impulso sociale: l’una riecheggiante nell’etimo la figura di Caio Mario, l’altra edificata nel sito riconducibile alla casa natale di Marco Tullio Cicerone, ambedue personaggi dell’agro arpinate, emblematici della civiltà romana.

«Le due domus monastiche, quasi presidio (ma anche “incendio”) di fede operosa (nonostante le luci e le ombre delle vicissitudini storiche) – scrive nella prefazione il preside Gulia – in una realtà di confine tra Terra di Lavoro e Stato della Chiesa, collegate dalla Strada Romana, racchiudono il contesto territoriale in cui si svolge la singolare esplorazione degli artisti viaggiatori censiti nel libro di Paolo Accettola. Ai loro occhi le due abbazie testimoniavano un ponte tra l’antichità romana e la civiltà medievale».

L’attenzione dell’autore si è concentrata sugli artisti e sugli ambienti culturali di Roma, Napoli e Parigi ritenuti fondamentali per l’efficacia divulgativa di opere divenute tramite di propagazione della conoscenza di un ambiente ricco di acque e di salti, dalle grandi potenzialità e risorse per la moderna industrializzazione. La documentazione iconografica, sostenuta da fonti storico-letterarie e da puntuale apparato critico, avvalora infatti la connessione dinamica tra la raffigurazione artistica delle potenzialità del territorio e la spinta imprenditoriale di capitali prevalentemente francesi prima, durante e dopo il Decennio dei Napoleonidi.

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