6 Settembre 2013

C’è chi si diverte a distruggere il fantoccio della “Pantasema” e l’arredo urbano in nome della noia.

Chiaramente mi riferisco a  persone che oltre ad essere dementi sono anche  persone malpensanti, senza cuore e soprattutto ignoranti, dal verbo ignorare, perché non sanno che tipo di danno hanno arrecato alla comunità verolana. Mi riferisco a quei delinquenti, forse annoiati, forse ubriachi, forse drogati, forse così scemi da fare un’azione del genere, che nottetempo si sono divertiti a distruggere la struttura della “ Pantasema” il fantoccio di cartapesta che gli studenti delle scuole medie e del liceo stavano costruendo nello spiazzo del Polivalente per la festa di fine estate che segna il ritorno sui banchi di scuola. Una tradizione che si ripete ormai da 48 anni con successo e tanto divertimento,  la rabbia per quello che è accaduto nello spazio adiacente la struttura sportiva è ancora più grande visto che chi scrive insieme ad altri cinque amici, allora tutti studenti nel lontano 1965, fummo gli ideatori della ludica festa di fine estate che ancora appassiona grandi, piccoli e gli studenti di oggi che hanno mantenuto la tradizione. Quel branco di sciocchi patentati, si sono divertiti (bel divertimento?) ha dare fuoco alla struttura del fantoccio, a disperdere  e far sparire gli attrezzi di lavoro, per cui sicuramente i ragazzi e le ragazze che ci stavano lavorando non faranno più in tempo a costruire un nuovo fantoccio prima di domenica sera. Non contenti della bravata se la sono presa con i muri della struttura facendo disegni sciocchi come la loro mente, per poi pensare di mettere le bottiglie di birra bene in fila indiana prima di fare il tiro al bersaglio. Sarebbe opportuno che le forze dell’ordine locali, Vigili Urbani e Carabinieri, con l’aiuto della Polizia che forse sarebbe più adatta al caso, facessero dei controlli allargati e mirati per scoprire chi sono quei dementi che la notte non riescono a prendere sonno, non certo solo dalla notte scorsa, che gironzolano per la città arrecando danni irreparabili all’arredo urbano e a quello privato, ignorando, sempre dal verbo ignorare sia chiaro, che quei danni alla fine li pagano anche le loro famiglie attraverso l’aumento delle tasse. Molte le zone a rischio nel centro storico ma anche nelle contrade e nelle frazioni verolane. Tanto per citarne una, chi ha l’obbligo di vigilare si faccia una passeggiata lungo via Case Campoli la sera dopo le 10, troverà molte sorprese!

Gianni Federico

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