29 Maggio 2015

Chiesti sei anni di carcere per Franco Vacca: il santone-guaritore di Veroli

Questo quanto pubblicato oggi dal quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi in un articolo a firma di Raffaele Calcabrina.

«Era famoso come guaritore. Franco Vacca, 76 anni, di Veroli curava i pazienti da tutte le malattie, dalle più lievi a quelle in curabili. E toglieva anche il malocchio. Ma i suoi sistemi, arricchiti di pendoli, crocifissi, Bibbia e amuleti di vario genere non erano proprio ortodossi. Anzi. Per la Procura di Frosinone che, nel settembre del 2010, chiese e ottenne un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, il santone allungava un po’ troppo le mani sulle donne e, in qualche altro caso, anche su minori.

Ieri, il caso è finito davanti al tribunale collegiale di Frosinone per la requisitoria del pubblico ministero. Il sostituto procuratore Barbara Trotta ha ricostruito tutti gli episodi e ha chiesto di condannare Vacca a sei anni per truffa, ma anche per violenza sessuale. Il pm ha considerato alcune ipotesi di truffa prescritte e non provata un’altra violenza sessuale, per la quale ha chiesto l’assoluzione. In più il rappresentante dell’accusa ha chiesto la condanna a tre anni, per truffa, all’assistente del santone, Bianca Maria Quattrociocchi, 59enne di Santopadre.

A quel punto è stata la volta della parte civile, rappresentata dall’avvocato Francesco Galella, costituitosi per conto di una vittima di truffa. Il legale ha sostenuto che gli artifici e i raggiri erano direttamente proporzionati alle fragili capacità psichiche delle vittime. Quindi ha concluso chiedendo la condanna degli imputati. A quel punto, la parola sarebbe toccata alla difesa dei due, rappresentati dall’avvocato Rosario Grieco. Tuttavia il tribunale ha deciso di rinviare la discussione ad un’altra udienza, ad ottobre, e con essa la sentenza.

Stando alle accuse, raccolte dagli uomini della squadra mobile e della polizia postale della questura di Frosinone, l’uomo, per le sue terapie, effettuava particolari manovre, arrivando anche a palpeggiare le pazienti. In qualche caso le vittime erano anche minori. Il palpeggiare per curare o semplicemente per toccare non faceva differenza, in base a quanto ricostruito dal pm. E anche per questo – ha ribadito l’accusa – il santone teneva la porta aperta mentre visitava.

Tra i casi elencati nella requisitoria anche l’aver fatto arrivare dall’estero due minori. Secondo quanto ricostruito dalla procura le vittime erano costrette a pagare dietro minaccia di non guarire. Il giro d’affari ricostruito dalla squadra mobile era stimato tra i 50 e i 200 euro a prestazione. E qualcuno sarebbe arrivato a pagare fino a duemila euro. Ora per la sentenza bisognerà attendere ottobre».

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