8 Gennaio 2021

Grigio, piovoso, triste: il primo giovedì sorano senza Ciro

Lo storico titolare della Ciambelleria Sorana ci ha lasciato improvvisamente la notte dell’Epifania.

Ci ha lasciato improvvisamente il giorno dell’Epifania, il giorno prima del consueto mercato del giovedì, il suo mercato. Ciro Alonzi lo conoscevi anche senza conoscerlo direttamente. Era lì, davanti a Romano, all’angolo tra Lungoliri Mazzini e via Lucio Gallo, dietro il banco della sua storica Ciambelleria Sorana, fondata nel lontanissimo 1890, all’epoca in cui Sora era ancora una Sottointendenza della Provincia di Caserta / Terra di Lavoro.

Quell’uomo robusto e con il capo completamente bianco, come il suo camice da lavoro, era un simbolo del tradizionale mercato settimanale nostrano. Proprio per questo, stamani, la vista dell’immagine riportata in copertina ha rattristato tutti i passanti: in quel solito posto non c’era come di consueto Ciro con le ciambelle sorane calde e gustose, ma una sua fotografia, un mazzo di fiori e due lumi accesi in segno di lutto.

Già, le sue ciambelle… beh, su questo argomento non ci soffermiamo perché hanno già detto tutto gli esperti. I premi conquistati in giro per l’Italia sono il biglietto da visita di un prodotto che, ne siamo certi, continuerà a vivere grazie all’impegno della 6a generazione Alonzi, quella che oggi conduce l’attività di famiglia con la stessa dedizione di 130 anni fa.

Vogliamo, invece, concentrare l’attenzione sul significato della foto di oggi, che sicuramente suscita tanta malinconia per la storia di un uomo che si è interrotta improvvisamente e per un altro pezzo di Sora che se ne va. È un’immagine che racchiude in sé angoscia e consapevolezza della precarietà dell’esistenza umana, quella che abbiamo visto stamani in Lungoliri Mazzini.

Ma nel contempo, la foto stessa ci ricorda l’importanza che assumono nella nostra vita le persone semplici e laboriose come Ciro, i veri esempi da seguire e che questa città sa ancora donare alle nuove generazioni. Lo ricorderemo per sempre lì al suo posto, all’opera e in divisa da lavoro, in ogni giovedì di ogni stagione. Esattamente come ha fatto chi lo ha preceduto fin dal 1890 e come farà chi gli succederà.

Ti potrebbe interessare: