13 Dicembre 2016

L’Assemblea dei sindaci della provincia stavolta ha dato con coraggio il benservito ad Acea e l’acqua torna pubblica

Finalmente un voto coraggioso da parte dei sindaci della provincia di Frosinone i quali stavolta con la determinazione che era mancata in altre occasioni, hanno detto basta ad Acea, il gestore dell’acqua pubblica che da anni era diventato ormai l’incubo dei cittadini. Un voto storico quello di oggi che spezza una egemonia sulla gestione degli acquedotti e dell’acqua che finalmente torna pubblica. Sono stati 33 i voti a favore della risoluzione della convenzione di quel fatidico 2003, mentre i contrari soltanto 16, tra i quali i sindacI di Veroli, Anagni e Ceprano. Nell’assemblea di oggi pomeriggio presso la sede della provincia, all’ordine del giorno anche gli incrementi tariffari 2016-2019 previsti dalla proposta di delibera della Tso, per conguagli meno pesanti rispetto a quelli previsti e proposti da Acea, che sono passati grazie ai 27 voti a favore i 12 contrari mentre ci sono stati 15 astenuti fra i sindaci: Prima della votazione sul punto principale alcuni sindaci del fronte per la risoluzione della convenzione hanno scelto di astenersi per non far mancare il numero legale. Questa è una bella notizia per le famiglie ciociare che erano ossessionate dalla “dittatura” del servizio idrico da parte di Acea che in 13 anni ha sparso terrore con i canoni dell’acqua sempre più onerosi. Finalmente la politica ha dato una risposta chiara alle esigenze della gente che era arrivata al limita della sopportazione per un servizio che invece doveva essere facile e alla portata di tutti. Ora l’acqua dovrebbe tornare demanio dei comuni che applicheranno tariffe chiare e abbordabili ai cittadini.   Il presidente Pompeo ai microfoni di Teleuniverso ha detto: Recepisco la volontà sovrana della Conferenza dei Sindaci. Mi auguro che la decisione presa sia quella giusta e spero non si apra una stagione interminabile di contenziosi. Inizia oggi una nuova fase con dei connotati difficilmente identificabili al momento”. Le riflessioni del presidente Pompeo sono legittime ma la politica, quella vera e seria, non si faccia intimorire da un privato che ha dimostrato di essere prima despota e poi affamatore. L’acqua viene dal cielo e un privato non può fare il bello e cattivo tempo facendoila pagare come oro colato. La politica faccia sul serio senza farsi impaurire dal carrozzone del “mostro”.     Gianni Federico – Foto: redazione quotidiano l’Inchiesta

 

 

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